Vittorio Storaro figura tra i destinatari del Leone d’Oro nel resoconto del Gran Premio Internazionale di Venezia dedicato alla cerimonia del 9 maggio 2025 al Senato della Repubblica. La notizia, pubblicata dall’organizzazione il 15 maggio, riguarda l’incontro per le eccellenze italiane, la pace e lo sviluppo economico e riporta conferimenti di più tipi.

La fotografia come parte del racconto

La biografia di Storaro pubblicata sul sito dedicato alla sua ricerca artistica mette al centro il rapporto tra luce, colore e narrazione. Nato a Roma nel 1940 e formatosi al Centro Sperimentale di Cinematografia, ha sviluppato un lavoro nel quale le scelte visive concorrono al significato del film. Il percorso viene raccontato attraverso collaborazioni con registi quali Bernardo Bertolucci, Francis Ford Coppola, Warren Beatty e Carlos Saura.

La stessa fonte presenta lo studio dei valori simbolici del colore come una componente della sua ricerca. Il progetto editoriale e fotografico Scrivere con la luce porta questo lavoro oltre la singola produzione cinematografica, rendendone consultabili riflessioni e immagini. La biografia ricorda anche l’attività di insegnamento all’Aquila.

Le collaborazioni internazionali

Un profilo professionale conservato dal Festival di Cannes ricostruisce la continuità del rapporto con Bertolucci, da La strategia del ragno a Il conformista, Novecento e L’ultimo imperatore. Lo stesso documento ricorda tre Oscar per la fotografia, ottenuti con Apocalypse Now, Reds e L’ultimo imperatore, e una candidatura per Dick Tracy. Sono riconoscimenti cinematografici distinti dal conferimento del Gran Premio del 2025.

Accostare la cronaca della premiazione al percorso professionale permette di dare contenuto al nome del destinatario. In questo caso la documentazione accompagna il lettore dal momento della consegna alla ricerca di un autore che ha contribuito a definire l’immagine di film entrati nella storia del cinema, senza confondere istituzioni, premi o albi differenti.